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Come indica la traduzione letterale, la landing page è una pagina di atterraggio, o pagina di destinazione. Atterraggio o destinazione di cosa? Essenzialmente, di un messaggio. Spieghiamo meglio. Le landing page sono l’elemento principale di una campagna pubblicitaria sul web, vale a dire la pagina in cui si atterra dopo aver cliccato sul banner o su un pulsante che invita all’azione, por esempio “acquista ora”. Ma la landing page non è legata solamente al mondo delle promozioni commerciali. Infatti, è la pagina di atterraggio che, a seconda di quello è il mio obiettivo, può essere una pagina di vendita, di approfondimento, di engagement o altro ancora…
Come già accennato, sarà una pagina di vendita se legata a una web advertising. Sarà una pagina di approfondimento se legata a un contenuto che voglio spiegare in maniera dettagliata su una pagina a parte. Sarà una pagina di engagement se è un luogo in cui voglio far iscrivere gli utenti, per esempio alla newsletter.

Quali caratteristiche deve avere una landing page per essere efficace? Innanzitutto deve essere coerente, sia a livello grafico, sia a livello di contenuti. Dopo che l’utente avrà fatto click sul banner o sul pulsante call to action, dovrà subito essere certo di essere atterrato nel luogo giusto: ciò che vede deve dare riconoscibilità. Non possiamo usare colori e immagini diversi fra banner e landing page e nemmeno messaggi diversi. Per una landing page destinata alla vendita, sarà fondamentale la chiarezza, spiegare cioè bene qual è il prodotto e la convenienza nell’acquistarlo. Un dettaglio di grande importanza è l’acquisto immediato e per questo molto spesso le landing page legate a offerte commerciali, hanno al loro interno l’e-commerce. Altre volte la pagina rimanda, con un altro click, alla pagina di e-commerce. Tutto in una sola pagina, grafica accattivante, contenuto breve ed esplicativo ed e-commerce, è senza dubbio la scelta vincente.

Per quanto riguarda una pagina di approfondimento, è decisamente importante il contenuto, soprattutto nell’incipit. Questo, deve essere una continuazione di ciò che si è letto nella pagina precedente, sul banner o sul pulsante. Non dobbiamo mai dare l’impressione, nemmeno per un istante, che si stia parlando di qualcosa di diverso rispetto a quello che veniva presentato prima del click. Essendo una pagina di approfondimento, sarà più lunga e ricca di contenuti e per questo è bene alternare immagini a testo.

Per quanto riguarda l’engagement, la pagina di atterraggio deve contenere un form d’iscrizione e alcune spiegazioni sui vantaggi che si hanno iscrivendosi e sulle normative sulla privacy. È sempre bene non costruire form troppo lunghi e complessi e chiedere all’utente meno dati possibili, dato che è la prima volta che “incontriamo” questo utente. Il dato fondamentale è l’indirizzo e-mail e una volta registrato questo, potremo inviare all’utente registrato altre comunicazioni. Nelle comunicazioni successive, potremo chiedere altri dati al nostro registrato, così da poterlo profilare in maniera sempre più dettagliata a fargli pervenire solo le comunicazioni di suo interesse.

Una landing page può essere costruita con la stessa piattaforma del nostro sito o blog, per esempio WordPress, facendo attenzione a costruire una url coerente e funzionale ed evitando di inserire questa pagina nel menù del sito o in qualche link interno. La landing page, può anche essere costruita con programmi e piattaforme esterne specializzati nella creazione di pagine atterraggio.
La scelta fra le due soluzione può essere legata a un discorso di monitoraggio: creando la pagina con il nostro sito, potremo vedere i dati analytics come per le altre pagine. Tanto meglio, se la landing page è legata a un CRM: in questo modo, potremo dare delle direttive di come la pagina verrà gestita. Per esempio, dobbiamo far sì che questa sia accessibile solo dopo aver cliccato il banner o il pulsante e potremo dare una validità in termine di tempo alla url di ogni utente. Vale a dire: una volta che l’utente ha cliccato sul banner, la url viene memorizzata sul browser e quindi l’utente, teoricamente, può tornare sulla pagina più volte. Limitando il tempo di validità, elimineremo questa possibilità.
Costruendo una landing page con WordPress, possiamo inserire all’interno della pagina stessa un widget che fa sì che questa svolga la sua funzione di sola landing page e non sia quindi trovabile dai motori di ricerca. E anche nel caso comparisse in qualche ricerca, non sarà possibile accedere alla pagina cliccando sul risultato nella Serp.

Infine, nel caso in cui decidessimo di creare la landing page con la nostra piattaforma, è bene ricordare di eliminare da questa pagina il menù del sito, ma di offrire comunque il modo di accedere al nostro sito, con un link. La landing deve eavere un aspetto estremamente simile al nostro sito, ma non identico.