+39 333 906 3340 info@socialwriter.it
Seleziona una pagina

Stefano Guidotti è un giovane esperto di web marketing. Giovane, ma esperto. Un connubio quasi impossibile da trovare, soprattutto in Italia, paese purtroppo in ritardo in questo settore rispetto a molti altri europei e non solo. Stefano, però, è anche la dimostrazione del fatto che il web ormai da anni offre molte opportunità, a chi le sa sfruttare. Lo studio prima e l’impegno poi, credendo in ciò che si fa e sapendo rischiare, può portare dei risultati. La comunicazione sul web è un mondo in continua evoluzione in cui sempre più aziende scommettono ogni giorno. Cerchiamo di capire insieme a Stefano quali sono i dettagli e i tecnicismi più importanti da tener in considerazione quando si struttura un piano di digital marketing per un’azienda.

Quando e come è nata la tua passione per la comunicazione e per il web marketing? Quali sono state le tue prime esperienze professionali? Ho intrapreso questa strada a partire dagli studi universitari. Ho scelto di iniziare il corso di laurea in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Torino. Ho poi proseguito e conseguito la laurea nel corso magistrale in Comunicazione e Culture dei Media, sempre a Torino. Finita l’università mi sono trovato spaesato, perché i limiti comuni a molti corsi universitari si estremizzano in questo settore. Il web marketing racchiude tutto e niente, tante professioni diverse, peraltro oggi in Italia difficilmente delineabili e specializzate. Nonostante il grande sviluppo, non è ancora una professione come quelle tradizionali, proprio perché non è percepito e riconosciuto come tale, neanche nelle realtà professionali che paradossalmente cercano una risorsa in questo ambito. Tengo però a precisare che questo percorso di studi mi ha dato una forma mentis e un metodo che ritengo fondamentale per le attività che svolgo. In particolare, mi ispiro sempre ai principi della Semiotica per cercare di creare contenuti coerenti con i valori e i significati che voglio promuovere, oltre che per capire come individuare il giusto target di utenti.
E’ stato grazie alle opportunità professionali con cui sono venuto in contatto che ho potuto testare le possibili posizioni da ricoprire nel mondo del lavoro.
La prima esperienza importante è stato uno stage a Cuneo in un’associazione sindacale datoriale per l’autotrasporto nazionale. Qui svolgevo tutti i ruoli possibili per curare la comunicazione dell’associazione, proprietaria anche di una testata giornalistica di settore. Mi sono occupato quindi di ufficio stampa, gestione dei canali social, assistenza clienti, redazione e scrittura di articoli e news sia per il web sia per la carta stampata, gestione della comunicazione con enti politici e amministrativi locali, nazionali ed europei.
Alla fine di questo tirocinio ho scelto di cambiare per conoscere nuove realtà e alzare l’asticella.
Dopo un’altra breve esperienza è arrivata un’opportunità nell’azienda per la quale lavoro dal 2015.

Come si svolge oggi il tuo lavoro? Oggi sono responsabile web marketing, per le attività SEM, SEO e digital advertising. L’obiettivo è trovare sempre nuovi clienti tramite il canale web. Mi occupo quindi principalmente di social media management e advertising tramite Google Adwords e Facebook Ads, oltre alla gestione del blog, del posizionamento SEO e delle attività di email marketing. Ho seguito anche il rinnovamento del sito web aziendale, impostando la struttura, l’architettura e i contenuti.

Oggi l’importanza del web marketing ha superato quella del marketing tradizionale? Forse superato non è la parola giusta. Diciamo che ha allargato a dismisura i confini, mettendo a disposizione uno strumento che sta diventando predominante per le realtà più sviluppate. Ciò non toglie che un progetto di comunicazione vada valutato con un’analisi preliminare che tiene conto dei migliori canali per raggiungere il giusto target di potenziali clienti.
Chiaramente, dato che le persone passano sempre più tempo sul web e su facebook rispetto che ad esempio davanti alla tv, è necessario raggiungerle lì.

Quali sono i dettagli più importanti da analizzare, quando studi lo “stato di salute” di una realtà sul web? Dipende sempre dalla realtà che si analizza, ma il punto di partenza deve essere la semplice presenza sul web, che passa inevitabilmente dal sito. Bisogna farsi tante domande come: “il sito web è funzionale a quel determinato business?”, “dà una risposta o una soluzione alle esigenze di chi cerca quei servizi?”, “rispetta le regole di interfaccia e usabilità?”. Ormai non cerchiamo solo direttamente servizi sul web ma desideriamo approfondire meglio online i brand e le aziende di cui magari siamo venuti a conoscenza offline: ad esempio un ristorante, un parco a tema, una carrozzeria, un mobilificio.
La funzione primaria del sito web è rassicurare, creare legame, rispondere alla domanda “perché devi scegliere la mia impresa o il mio servizio e perché tanti altri lo hanno già fatto?”.
Successivamente si può valutare come utilizzare tutti i canali che il web mette a disposizione, tramite una strategia di più ampio respiro.

Quali strategie bisogna adottare e quali step seguire per costruire una forte reputazione online? È fondamentale individuare un obiettivo ben chiaro e definire il target di riferimento. Solo così è possibile capire quali canali utilizzare e in che modo. Ad esempio si può analizzare se il modo migliore per raggiungere i potenziali clienti è posizionarsi tra i primi risultati di google, tramite la scrittura di molti contenuti e articoli, oppure se farsi trovare tramite inserzioni a pagamento. E ancora: meglio utilizzare facebook per coinvolgere il mio target, per informarlo o per dargli assistenza?
Una volta delineati, i canali scelti devono affiancarsi secondo una strategia coerente. Ogni strumento utilizzato svolge un ruolo preciso, al posto giusto e al momento giusto, in quello che viene definito funnel: l’imbuto che prima serve a coinvolgere il maggior numero possibile di persone potenzialmente interessate ai nostri servizi per poi restringersi e accompagnare all’acquisto finale. E mai commettere l’errore di pensare che offline e online siano due mondi separati. Se ad esempio il servizio che offriamo non funziona, se l’azienda si relaziona in malo modo con i clienti quando li incontra, tutto questo si riflette sulla reputazione web, facendo perdere efficacia a questo canale.
Il consiglio è quello di essere credibili, promuovere ciò che esiste realmente e informare al meglio i potenziali clienti, in modo che possano trovare un riscontro reale di ciò che hanno visto o dell’esperienza emozionale che hanno vissuto grazie ai nostri contenuti web.

Quali sono i principali dettagli da tenere in considerazione per una buona strategia SEO? La SEO è un mondo vasto che racchiude tante attività. I principi da seguire sono l’ottimizzazione del codice e della struttura del sito, un piano editoriale di articoli in chiave SEO, senza tralasciare un piano di link building e di digital pr.

Come si possono ottimizzare al meglio le campagne advertising? Se da un lato si sono evoluti gli strumenti per l’advertising, allo stesso modo si sono evoluti i processi mentali e d’acquisto dei clienti, che sono sempre più complessi. Non basta e non funziona più farsi vedere dal maggior numero possibile di persone.
Le attività di web advertising funzionano e sono veramente redditizie solo se mirate. Gli strumenti che abbiamo oggi ci consentono di essere più specifici e qualitativi.
Bisogna individuare il target giusto – cioè le persone a cui far vedere i nostri annunci – e accompagnarlo con pazienza, perché i dati parlano chiaro: solo il 2% delle persone acquista al primo colpo, gli altri tornano più volte su un sito o su un prodotto, cercano informazioni e le confrontano prima di prendere la decisione finale.
Per trovare il target perfetto da utilizzare, ad esempio su adwords e facebook, vengono in nostro soccorso tutti gli altri canali. Fare in modo che molte persone leggano i contenuti del nostro blog e interagiscano con la nostra pagina facebook ci consente di creare liste di pubblico interessate e profilate da utilizzare per l’advertising.
La creatività degli annunci, delle immagini e delle landing pages deve andare di pari in passo con il metodo scientifico e il rigore nell’analisi dei risultati: non esiste la formula magica corretta, solo i test ci dicono cosa funziona meglio per il nostro target di riferimento.

Quali indicazioni daresti per elaborare il piano editoriale perfetto? La scelta dei contenuti è la base per ottenere un buon posizionamento SEO. Si possono scrivere bellissimi articoli, lunghi, piacevoli e completi, ma se non rispondono ad una reale ricerca da parte degli utenti, in pochi li leggeranno e quindi non avremo raggiunto il nostro scopo.
Personalmente, nella costruzione di un piano editoriale, cerco di dosare il trend del momento con la tecnica della coda lunga. Vale a dire, è più facile posizionarsi con articoli che rispondono ad una curiosità specifica come ad esempio “le migliori tovaglie per la cena di natale”, che con argomenti molto generici come “tovaglie per tavoli di casa”.
La ciliegina sulla torta è l’esperienza che si acquisisce conoscendo di giorno in giorno quali informazioni cerca il proprio target, ad esempio raccogliendo le domande che arrivano dai social o direttamente in azienda e confrontandosi con tutti i reparti che hanno un contatto diretto e personale con i clienti.